18/04/2009
Libri per genitori
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16:34
Scritto da : basal
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14/11/2008
Valutazione e voto decimale
L'altro giorno abbiamo avuto ricevimento dei genitori. Come sapete, è un incontro ufficiale con i genitori degli alunni, nell'ambito dei rapporti scuola-famiglia, nel corso del quale viene comunicato agli interessati l'andamento disciplinare e il livello di apprendimento raggiunto degli alunni.E' un momento importante e delicato della vita della scuola. E, sopratutto, è un momento di confronto sulle possibili soluzioni da adottare nei confronti degli alunni che presentino difficoltà di apprendimento e/o di comportamento. Normalmente occorre definire una comune linea di azione, nel rispetto dei ruoli, e prospettare attività di intervento finalizzate al recupero dell'alunno. Questo, nella normalità dei casi; quando, cioè, ci troviamo di fronte a genitori e famiglie "sane", senza evidenti problemi in seno al nucleo familiare.
Sappiamo tutti, però, per esperienza, che i bambini che presentano problemi appartengono, per lo più, alle cosiddette famiglie disagiate, con un nucleo familiare ai limiti della sopravvivenza, a volte inesistente per via di separazioni o divorzi, spesso dilaniato da incomprensioni e litigi. Alcuni di tali genitori non vengono mai agli incontri e, quando li mandi a chiamare, ti trovi di fronte a persone che non sono capaci di gestire neanche la propria vita, figuriamoci quella dei propri figli.
In queste situazioni che dici? "Tuo figlio vale 4"? "Ha un bel 5 in in tutte le materie e rischia la bocciatura"? E' questo quello che ci chiede di fare la Gelmini? Ridurre il "caso" di un essere umano ad un numero: cosa ci sia dietro, poi, non importa. Vali 4, 5, 7, 10. Non sei più un essere umano in evoluzione, sei un numero: senza volto, senza storia, una "non identità"!
La valutazione va ben al di là della semplice misurazione di una prestazione, di una capacità, di un comportamento. Valutare è innanzitutto capire, verificare il lavoro svolto e approntare strategie di recupero e di crescita.
Non sto a ricordare il grande dibattito svoltosi nella cultura e nella pedagogia italiana qualche decennio fa sull'arbitrarietà del voto decimale, sull'incapacità di valutazione oggettiva da parte dei docenti, su come essi stessi, pur in buona fede, si lascino influenzare da fattori estranei, quando non seguano inclinazioni personali di simpatia o antipatia. L’abolizione del voto decimale e l’introduzione del giudizio sembravano conquiste ormai consolidate, che decenni di pratica quotidiana avevano ormai legittimato, confermandone la giustezza teorica e la validità operativa. Di colpo, con un colpo di mano nostalgico, superficiale e prepotente, senza neanche uno straccio di dibattito parlamentare, senza un minimo di dialogo con docenti e pedagogisti, si riporta indietro la scuola di alcuni decenni.
Io non lo uso ancora, il voto decimale, e non credo lo userò mai, anche se dovrò apporlo in pagella alla fine dell'anno. Certo, quando correggo un compito faccio la conta degli errori e misuro il livello di apprendimento dell'alunno in questione. Ma so che dietro i numeri c'è un essere umano, con una personalità in formazione, che, pur tra errori e irrequietezze, sta facendo del proprio meglio per crescere e diventare uomo e libero cittadino, pronto a contribuire al benessere del genere umano. Col misero stipendio che mi dà, lo stato può comprare il mio tempo non i miei pensieri e la mia coscienza!
Che il decreto Gelmini sia autoritario e regressivo è evidente. Tra le altre cose, nelle scuole superiori, il voto in condotta può essere usato come mezzo di ricatto e di discriminazione: me lo ricordo, al liceo, il voto in condotta, che pendeva come una spada di Damocle, su dissenzienti e contestatori. Un mio compagno di scuola, tra l'altro molto bravo in tutte le materie, è stato rimandato a settembre proprio col 5 in condotta, perché leader della contestazione.
Ma il decreto Gelmini va più in là. Con un atto autoritario e arrogante mira a fare della scuola una palestra di conformismo e acquiescenza, mira a sfornare non esseri umani pensanti ma numeri, tutti belli e ingessati nei loro grembiulini blu, tutti uguali, tutti bravi a far di conto, pronti a produrre come tanti piccoli robot e a consumare a maggior gloria del dio mercato.
19:38
Scritto da : basal
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